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Archivi categoria: Comunicazioni

Comunicazione di servizio

Il dominio brever.net e tutti i siti ad esso collegati non saranno piu’raggiungibili a partire dal 27 luglio 2012. Si invitano, pertanto, tutti coloro che usufruiscono di un’email xxx@brever.net a procurarsi un nuovo indirizzo di posta elettrnica con un altro server. Anche la nostra Mailing List Tamburi Lontani, ovviamente, cesserà di funzionare. Continuerò a fornire news sul mondo di Claudio Baglioni solo attraverso il blog https://brever.wordpress.com/, nel gruppo facebook “Il volo Tamburi Lontani” e sul mio profilo facebook “Domani Come te”

Cari saluti a tutti
Vera Mercurio

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5 giugno 2012

Martedì 5 giugno 2012, Raiuno dedica una serata-evento a Massimo Troisi con l’intervento di amici e testimoni della vicenda artistica e umana dell’attore napoletano. Enzo Decaro, suo ‘compagno d’arme’ ne La Smorfia mi ha affettuosamente invitato, già mesi fa, per annoverarmi tra gli ospiti, ricevendo, ahimè un dispiaciutissimo “purtoppo non posso” perché i giorni della registrazione corrispondono con quelli dei viaggi e dei concerti canadesi.
Decaro e i curatori avevano chiesto espressamente una rappresentazione del pezzo ‘L’Italia è’ per raccontare l’aspetto civile e legalitario di Troisi.
Questo è un brano nato alla fine dell’anno scorso, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, musicando parti dei primi dodici articoli della Carta Costituzionale, i Principi Fondamentali.
Una composizione, a cavallo tra l’inno, il canto e la canzone popolare, omaggio alle bellissime e grandi parole contenute nelle affermazioni del patto che è alla base del nostro vivere come cittadini di un’unica nazione. Per questo non ha mai avuto pubblicazione attraverso supporti fonografici ma è stato divulgato e poi diffuso in qualità di bene comune. Allo stesso tempo, io avevo manifestato la volontà di non eseguirla mai in pubblico, ma solo, nell’eventualità di cerimonie istituzionali e contestualizzate. Quindi, pur se fossi potuto intervenire alla realizzazione del docu-show, non l’avrei comunque cantata ne suonata dal vivo, scegliendo altro per ricordare un grande uomo e amico troppo presto perso. Il regista e gli autori del programma-tributo a Massimo Troisi, tuttavia, desiderano comunque inserire il brano nella scaletta, illustrandolo con immagini della Storia e delle storie del nostro Paese. Li ringrazio davvero per questo riconoscimento e, anche se da lontano, sarò insieme a tutti coloro che si riuniranno nel pensiero di Massimo.
Claudio Baglioni

 
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Pubblicato da su 31 maggio 2012 in claudio baglioni, Comunicazioni

 

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Comunicazione ufficiale dello Staff di Claudio Baglioni

La notizia secondo la quale Vasco Rossi avrebbe avuto un chiarimento telefonico con Claudio Baglioni è falsa. Lo comunica lo staff dell’artista romano, sottolineando che tra Rossi e Baglioni non c’è mai stata alcuna telefonata di chiarimento.

 
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Pubblicato da su 16 aprile 2012 in claudio baglioni, Comunicazioni, Stampa

 

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Teneteveli stretti i vostri pezzi di ricordi…

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Pubblicato da su 12 settembre 2011 in Comunicazioni

 

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Lampedusa In Festival – cena di autofinanziamento

Venerdì alle 19.30 – 25 giugno alle ore 23.30
Giardini Fava, via Milazzo 32 – Bologna

Quest’anno il Lampedusa in Festival  è arrivato alla sua terza edizione. Con molto entusiasmo stiamo portando avanti questa iniziativa che riteniamo sia importante per Lampedusa, i lampedusani e tutti coloro che amano l’isola. Purtroppo, anche quest’anno, dobbiamo fare i conti con le nostre tante idee e i nostri pochi fondi per realizzarle.

Da qui l’idea (una delle tante) di farci ospitare dai Giardini Fava e da “Associazione Universo” per realizzare due serate di autofinanziamento per il Lampedusa In festival.
Si tratta di una cena (menu a sorpresa), i cui ricavi andranno a sostenere questa edizione del festival (19 – 23 luglio 2011).
Nel corso della serata sarà allestito anche un banchetto per la vendita delle magliette Io Vado a Lampedusa , altra idea che ci siamo inventati per sostenere la manifestazione.

Venite numerosi dunque, vi aspettiamo!

EGlob Webagency

 
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Pubblicato da su 21 giugno 2011 in Comunicazioni, lampedusa

 

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Lampedusa InFestival

Lampedusa, 19-23 luglio 2011

Storie, incontri, vissuti, flussi migratori, culture che appartengono al bacino Mediterraneo. Il LampedusainFestival è un concorso per filmmakers, un linguaggio nuovo capace di parlare ai giovani, aperto a tutti, italiani e stranieri, su temi attuali e importanti, su temi che hanno fatto conoscere a tutta l’Italia il Comune di Lampedusa come una comunità capace di dare speranza.

In questo particolare momento storico emerge in modo sempre più marcato la questione della coesistenza tra popolazioni e tradizioni culturali differenti che si sono sviluppate in regioni lontane del pianeta e si ritrovano identiche e diverse all’interno di molteplici e complessi contesti territoriali.
I problemi che riguardano gli stranieri spesso sono affrontati seguendo ragionamenti e immagini che rappresentano il rapporto tra migrante (o anche l’escluso, il diverso) e non-migrante (lo stanziale che apparentemente sembra “subire” l’arrivo di un “altro”), esclusivamente attraverso confronti generici colmi di pregiudizio. Di fronte a forme di conflitto di natura sempre più culturale e religiosa, è necessario individuare strategie e dinamiche di composizione delle differenze.

Non confronti tra culture tesi all’appiattimento o alla pacificazione tra esperienze diverse, sociali, culturali, religiose, politiche, ma azioni, iniziative, fatti concreti che promuovano scambio e conoscenza reciproca e una certa ricomposizione dei rapporti.

La Settima Arte, il cinema o arte cinematografica può aiutare a trovare linguaggi nuovi in grado di raccontare questi cambiamenti, questi incontri. Il cinema può essere strumento valido per costruire una cultura in grado di parlare a tutti, attraverso storie e immagini. Il cinema come osservatorio sulla realtà del cambiamento, capace di promuovere riflessioni non solo sui disagi, le tensioni, i conflitti ma anche le speranze, le aperture e la ricchezza che fanno da sfondo all’immigrazione, al confronto fra culture diverse.
FONTE

 
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Pubblicato da su 17 giugno 2011 in claudio baglioni, Comunicazioni

 

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Lettera Presidente Fondazione O’Scia’

Pubblicata da Fondazione O’scia’ giovedì 9 giugno 2011 alle ore 18.57
Raramente mi è capitato di leggere, in un unico articolo, una così grande quantità di falsità e distorsioni della realtà come nel pezzo “Festa con le star nel giorno sbagliato”, apparso su “Il Secolo XIX” a firma di Paolo Crecchi.

Mi rendo conto che viviamo tempi nei quali la realtà non esiste più. Al suo posto c’è la rappresentazione strumentale che della realtà danno osservatori più o meno “interessati”. Risultato: non solo i fatti non vengono più disgiunti dalle opinioni (personali o politiche che siano), ma sono tali opinioni a determinare i fatti e non viceversa.

A Lampedusa, dunque, lo scorso fine settimana, si sarebbe celebrata una “festa giusta” in un “giorno sbagliato”. Nessuna delle due cose è vera. Innanzitutto non si è trattato di una festa. Non c’è assolutamente nulla da festeggiare. Né dal punto di vista della gente di Lampedusa, né da quello di migranti o profughi. Non dal punto di vista di quanti lavorano (mettendo spesso a repentaglio la loro vita) per cercare di offrire a chi c’è e a chi arriva un presente un po’ più degno di questo nome, né da quello degli artisti che cercano di sollecitare risposte. Nessuna festa, dunque. Semmai una testimonianza, un richiamo, una richiesta di attenzione e di aiuto.

Nessuna festa e nessun “giorno sbagliato”. Semplicemente perché da anni, ormai (per non dire decenni) non esiste un giorno “giusto”, né per Lampedusa, né per il Mediterraneo. Ogni giorno, infatti, è un giorno “sbagliato”. Un giorno nel quale centinaia di persone rischiano la vita (e, spesso, la perdono tragicamente) nel tentativo di trovare in Europa ciò che nella loro terra gli è negato: un futuro degno di un essere umano. Aspettare un “giorno giusto” per fare qualcosa per Lampedusa significherebbe, dunque, non fare mai nulla. Ma non è solo una manifestazione come “Lampedusa Sùsiti” che non si può rimandare (e non certo per il contributo dei Beni Culturali, stanziato già dallo scorso anno): è, soprattutto, l’attenzione di Istituzioni, Politica, media e opinione pubblica europee ed italiane. Quello delle migrazioni è un nodo centrale del nostro presente/futuro. Nodo che Europa e Italia non possono più trascurare, né strumentalizzare per esigenze di consenso, ma devono decidersi ad affrontare in maniera seria e strutturale.

Non è un “guaio”, né un caso, inoltre, che il palco della manifestazione sia stato allestito a Cala Pisana. Cala Pisana – come l’intera Lampedusa, del resto – è un simbolo. Il simbolo di un dramma che chiede risposte serie e urgenti.

Ancora: “Lampedusa Sùsiti” non doveva essere lo “spot meglio riuscito” di Berlusconi. Primo perché non di uno spot si è trattato, ma di una testimonianza autentica di solidarietà per gli isolani, accoglienza ai profughi e riconoscenza ai soccorritori. Come dimostra, tra l’altro, una cerimonia pubblica di ringraziamento a tutte le realtà – Forze dell’Ordine, Organizzazioni Non Governative Internazionali, mondo del volontariato – che, ogni giorno, danno il massimo per assistere isolani, migranti, rifugiati e profughi. Secondo perché “Lampedusa Sùsiti”, come del resto la rassegna O’scia’, non ha mai sposato e non sposerà mai alcuna causa politica. Gli oltre 300 artisti che, in quasi dieci anni, sono venuti a Lampedusa non lo hanno fatto per sostenere questa o quella politica, né per sostituirsi alla politica. Lo hanno fatto, semmai, per sollecitare la politica a fare il proprio dovere: a non voltarsi dall’altra parte, ma ad intervenire per dare risposte ad un grande, drammatico, problema. E’, dunque, vergognoso, oltre che completamente falso, sostenere che un’iniziativa come Lampedusa Sùsiti “doveva essere l’acconto delle promesse del Cavaliere”. Ed è, francamente, sconcertante che essa venga accostata a soluzioni quali un campo da golf o un casinò. In una tale selva di falsità e distorsioni, non stupisce, quindi, che si ignori il fatto che l’idea di candidare l’isola e la gente di Lampedusa al Nobel della Pace, sia un’idea della Fondazione O’scia’ che la Presidenza del Consiglio si è limitata a far propria e rilanciare.

Una sola cosa vera si legge nell’articolo: “non ci può essere spensieratezza al confine dei due mondi”. E’ vero. Dolorosamente vero. Nessuna spensieratezza. Lo sanno bene i lampedusani. Lo sanno benissimo migranti, profughi e rifugiati. Lo sanno tutte le sigle, nazionali e internazionali, impegnate 365 giorni l’anno nel soccorrere e aiutare gli uni e gli altri. Lo sanno gli artisti, la cui musica, infatti, non serve a scacciare i pensieri ma a sensibilizzare opinione pubblica e coscienze e a sollecitare risposte urgenti e concrete. Dopo dieci anni – anche grazie alla testimonianza, all’impegno e alla determinazione della Fondazione O’scia’ – cominciano a saperlo anche Istituzioni e forze politiche, nazionali ed europee, sempre più consapevoli del fatto che l’integrazione è una strada obbligata, se si vuole scongiurare lo scontro e promuovere l’incontro tra civiltà. E che l’alternativa – la disintegrazione – sarebbe una prospettiva di gran lunga più drammatica e dolorosa. Manca all’appello una sparuta minoranza di giornalisti. Quelli che restano prigionieri di quei preconcetti e pregiudizi che dichiarano di voler combattere. Ma questo non ci scoraggia. Anzi. Ci conferma ad andare avanti con maggiore determinazione. La verità, forse, non sempre paga sui giornali. Ma paga sempre nella vita.

Rossella Barattolo
Presidente Fondazione O’Scia’

 
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Pubblicato da su 9 giugno 2011 in Clab, claudio baglioni, Comunicazioni

 

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