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CiaO’Scià: 27-28-29 Settembre 2012

E cosi’, dopo 10 anni …CIAOOO O’SCIA’: “… sarà una grande festa in musica, nella quale parole, note, suoni, immagini, ricordi e riflessioni rappresenteranno la SINTESI FINALE e il momento più alto di questi incredibili e irripetibili dieci anni trascorsi insieme. Claudio Baglioni”
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Pubblicato da su 22 agosto 2012 in Clab, claudio baglioni, lampedusa

 

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Presto un concerto evento nel Parco delle Madonie

Fonte: Ufficio Stampa Ente Parco delle Madonie – Martedì 14 Agosto 2012 17:00


Il Presidente del Parco delle Madonie Angelo Pizzuto ha incontrato il maestro Claudio Baglioni nella sua residenza di Lampedusa per stringere un accordo per l’organizzazione di un grande evento, un vero e proprio “concerto della natura” che si terra’ nei prossimi mesi sulle Madonie. L’appuntamento che già sul nascere si annuncia di straordinario richiamo è pensato per esaltare la musica integrata con lo straordinario patrimonio ambientale che circonda il Parco delle Madonie, dotato di una straordinaria biodiversità…

“Il maestro Baglioni – ha commentato il Presidente Pizzuto al termine dell’incontro – ha subito apprezzato l’idea ed avviato quei ragionamenti che porteranno all’organizzazione di un grande evento di musica e natura all’interno del Parco. Baglioni – continua Pizzuto – oltre ad essere un grande artista è una persona di straordinaria umanità, dotata di una spiccata sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali. Organizza da anni con successo la manifestazione O’ scia’ a Lampedusa e, su quella stessa traccia, portera’ un grande evento sulle Madonie. Un’appuntamento unico nel suo genere dove musica e natura saranno i protagonisti – conclude Pizzuto – Costituiro’ una commissione ad hoc per mandare avanti le procedure e per la scelta della location piu’ idonea per ospitare la kermesse”.

 
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Pubblicato da su 16 agosto 2012 in claudio baglioni, lampedusa

 

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Foto del 20 luglio 2012 – Claudio Baglioni nella sua residenza a Lampedusa

 
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Pubblicato da su 12 agosto 2012 in claudio baglioni, lampedusa

 

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Pelagie senza ali: restituire a Lampedusa e Linosa diritti e speranza e a noi il senso dello Stato.

Claudio Baglioni

 Claudio Baglioni: “Tra pochi giorni, volare da e per Lampedusa e Linosa sarà impossibile. Le compagnie aeree non garantiranno più la cosiddetta “continuità territoriale” e l’unico collegamento tra le Pelagie e il continente resterà il traghetto. Mare permettendo, ovviamente. Cosa tutt’altro che scontata.
Decidiamolo una volta per tutte: gli italiani di quelle isole sono italiani o no? Voglio dire: lampedusani e linosani sono cittadini Italiani proprio come me e come voi o sono italiani di serie b? Cittadini italiani di nome, ma non di fatto?
Godono degli stessi diritti di cui godiamo noi che viviamo a Roma, Napoli, Firenze o Milano, ma anche ad Altopascio, Bordighera, Canicattì o Domodossola o no? E – ammesso che la risposta sia sì – ne godono di fatto o solamente sulla carta? Stabiliamolo: una volta per tutte.
E stabiliamo anche se i diritti che rientrano sotto il concetto alto di cittadinanza sono gli stessi per tutti gli italiani – sia che vivano in un comune piccolo o grande, città, provincia o area metropolitana – o dipendono dalla quantità di persone che compongono una certa comunità?
Mi spiego meglio: quanti bisogna essere per poter essere davvero cittadini italiani? Dieci? Cento? Mille? Centomila? Un milione? O anche una sola persona può godere del titolo di cittadino italiano? Una sola persona è sufficiente, dite? Anch’io sarei propenso a pensarla così, ma mi chiedo: se è davvero così, perché le seimila anime di Lampedusa e Linosa dovrebbero fare eccezione?
Allora, forse, la cittadinanza non dipende dal numero, ma dalla distanza dalla Capitale? Dunque vediamo: sono italiani i poco più di mille che vivono a Santa Maria di Leuca (LE), sulla punta estrema della Puglia, (685km da Roma, secondo Google); italiani i sessanta abitanti di Fonte della Roccia (BZ), il centro abitato più settentrionale d’Italia, al confine con l’Austria (769 km da Roma); italiani i quasi tremila di Courmayeur (AO), al confine con la Francia (811 km da Roma) e italiani i quasi ventimila che abitano a Pozzallo (RG), tra le punte più a sud della Sicilia, a 913 km dalla Capitale.
Ecco, forse, svelato l’arcano: per godere del pieno diritto di cittadinanza non bisogna superare i mille chilometri di distanza dalla Capitale. Le circa seimila anime che abitano le Pelagie, non godono pienamente dei diritti di cittadinanza, perché risiedono a più di 1.200 da Roma. Non solo, ma vivono su due isole che si trovano a 127 chilometri dalle coste italiane e solo a 113 chilometri da quelle tunisine: isole d’alto mare, appunto (questo significa Pelagie), i centri abitati più meridionali d’Italia, ma anche il lembo di terra europea più a sud di tutta l’Unione. Dunque è chiaro: in Italia tutti i cittadini sono uguali, a patto, però, che non risiedano su isole che si trovano a oltre mille chilometri dalla capitale e a più di 120 chilometri dalle nostre coste.
C’è una sola parola per questo stato di cose: follia.
Capisco tutto: la gravità della crisi, le regole del mercato (da quando è lui che governa noi e non viceversa? E dove è scritto che dovrà essere così per sempre?), i criteri di economicità e redditività di certi servizi, l’esigenza di tenere sotto controllo la spesa pubblica, il peso del debito, l’oscena emorragia dell’evasione fiscale, ma credo che il destino di un’intera comunità di cittadini italiani meriti rispetto e attenzione e che si debba compiere ogni sforzo possibile (e forse anche qualcuno “impossibile”) per garantire a tale comunità di godere dei diritti fondamentali di cui gode ogni altro cittadino di un Paese civile, democratico e – malgrado tutto – ricco, come il nostro.
Anche perché quella di lampedusani e linosani non è una condizione nuova e non dipende da questa crisi. E’ così da sempre. Lontano dagli occhi – si dice – lontano dal cuore. E’ tristemente vero: Lampedusa e Linosa sono, da sempre, drammaticamente lontane dagli occhi e, dunque, dal cuore della politica, sia italiana che europea.
Il prezzo di questa decennale assenza della politica è salatissimo, sia sotto il profilo sociale, che economico. Le Pelagie sono, in assoluto, il lembo d’Europa che offre meno opportunità a chi non intende rinunciare a vivere nella propria terra (il che è un diritto e non una pretesa) e, allo stesso tempo, i “quartieri” d’Europa nei quali l’euro vale meno che in qualunque altro mercato del Continente. A lampedusani e linosani, infatti, tutto – ma proprio tutto – costa di più: non solo acqua, luce, gas e benzina, ma anche i generi alimentari di base, sempre ammesso, ovviamente, che il mare sia clemente e che la nave riesca ad attraccare per consegnarli!
Tutto questo, senza parlare dell’emergenza sanità. Qualsiasi patologia che non possa essere affrontata presso il posto di pronto soccorso locale, rappresenta, infatti, una minaccia estremamente seria, e gli abitanti delle due isole sono costretti a ricorrere all’elicottero o all’aereo, per farsi curare in Sicilia o in continente, con disagi, costi e rischi non difficili da immaginare. Cosa succederà adesso che l’ultimo bando per i collegamenti aerei da e con le isole è andato deserto e che l’unico modo di raggiungere il Continente resta un’odissea di otto ore su un traghetto, sempre ammesso che il mare acconsenta a lasciarsi navigare?
Il tutto, senza considerare i gravi problemi per l’unica risorsa economica delle Pelagie: il turismo. Un comparto già agonizzante (a causa degli incalcolabili danni di immagine prodotti dallo stillicidio di arrivi e recuperi in mare dei migranti) al quale la mancanza di collegamenti aerei finirebbe col dare il colpo di grazia.
Ripeto, ancora una volta, la domanda: gli italiani di Lampedusa e Linosa sono italiani o no? Voi come vi sentireste al loro posto? E cosa fareste?
Personalmente credo che, fino a quando un solo cittadino italiano reclama, inascoltato, la pienezza dei propri diritti, il nostro Paese non può dirsi degno di tutto ciò che le parole Paese civile e democratico, oggi, significano. Spero che le persone che – ad ogni livello istituzionale – ci governano, abbiano al più presto occasione di dimostrare il senso di responsabilità, la sensibilità, la serietà e la professionalità, di cui sono accreditate e trovino il modo di restituire le ali alle Pelagie e la speranza alla loro gente. E, a tutti noi, il senso di cosa significhi davvero godere dei diritti di cui godono tutti i cittadini di un grande Paese.”

 
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Pubblicato da su 1 maggio 2012 in claudio baglioni

 

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Comunicazione ufficiale dello Staff di Claudio Baglioni

La notizia secondo la quale Vasco Rossi avrebbe avuto un chiarimento telefonico con Claudio Baglioni è falsa. Lo comunica lo staff dell’artista romano, sottolineando che tra Rossi e Baglioni non c’è mai stata alcuna telefonata di chiarimento.

 
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Pubblicato da su 16 aprile 2012 in claudio baglioni, Comunicazioni, Stampa

 

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La casa di Baglioni non è abusiva

Il tribunale di Agrigento ha assolto sei tra ex e attuali funzionari dell’uffico tecnico comunale. La vicenda riguardava la villetta di Cala Creta, ma il cantante non è mai stato coinvolto direttamente
La casa di Lampedusa dove il cantante Claudio Baglioni trascorre le sue vacanze non è abusiva.
Il Tribunale di Agrigento ha, infatti, assolto sei persone che erano imputate di abuso d’ufficio, falso e falso ideologico. Si tratta di ex o attuali funzionari dell’Utc di Lampedusa, Grazia Cosentino, Biancarosa Falletta e Franco Brignone, di Alberto Bottino, tecnico di Roma, di Maximiliano Pintore e Francesco Novaro, dipendenti di una società immobiliare. La vicenda, per la quale però Baglioni non è mai stato coinvolto direttamente, è relativa alla realizzazione della villetta di Cala Creta dove, secondo alcuni accertamenti effettuati all’epoca, ci sarebbe stata una serie di abusi edilizi. (Fonte)

 
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Pubblicato da su 14 gennaio 2012 in claudio baglioni

 

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“Il Bosco del Respiro”

A Lampedusa O’Scia’ significa Respiro.
E a Lampedusa Andreas Kipar mi ha parlato di alberi e boschi.
E anche a Lampedusa sta per nascere il sogno reale di un Bosco del Respiro.
Anni fa scrivevo in Naso Di Falco
“la mia casa è sopra un albero dove un sogno è ancora libero e l’aria non è cenere”.
Da bambini si sogna di vivere in una casa su un albero.
Da grandi possiamo fare in modo che piante e alberi  vengano a vivere tra le nostre case.
Ad abitare le nostre città.
Per dare respiro ai nostri sogni.

Claudio Baglioni

Testimonial dell’iniziativa

19 novembre 2011

 

 

 
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Pubblicato da su 22 novembre 2011 in claudio baglioni

 

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